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E’ giovanissimo ma ha una grande personalità, che da queste parti amano definire fusion. Un grande ambiente che gioca tra i contrasti del bianco e del nero. Elegante e trasgressivo fin dall’ingresso dove spicca l’acciaio dell’insegna. Quattro privè creati da divani bianchi a cerchio, tavoli Alivar e sedie griffate Cartel. Ottanta posti a sedere, ma predisposto per ospitare fino a trecento persone. Sulle pareti risaltano le raffigurazioni di Almodovar, di donne provocanti e aggressive e tanti specchi. Un grande letto coperto da cuscini di velluto nero e strass bianchi che riportano il logo del locale. Le pareti sono in pelle bottonata e dal soffitto cade una pioggia di bacchette in fibra ottica. Un grande specchio che illumina il nome Pepebianco guarda le spalle al bancone del bar, che ospita anche la consolle. La ristorazione classica legata al sound, filoduffuso da un impianto Bose. I proprietari, dopo una lunga esperienza nella movida, hanno voluto trasmettere la loro idea di intendere la notte mettendo in evidenza la loro voglia di essere glamour. Proporre in provincia le novità e gli stili delle metropoli internazionali. Ispirandosi a Chaplin, a Man Ray, a Molino, per creare un continuo percorso tra passato e futuro, ritornando al gusto antico per rivisitarlo con occhi moderni. Le vibrazioni chill out, ambient e lounge accompagnano il lunch, dalle 12 alle 14, e l’“Aperitif”, dalle 18 alle 20, l’appuntamento serale con gran buffèt. Il giovedì è jasbojazz, filone musicale suonato con sax, tromba, basso e contrabbasso, il venerdì riservato al musica 70 e 80 proposta dal vivo. Il sabato dance show curando l’old school dell’ house garage. La domenica è brunch, in collaborazione con i locali più trendy, le beauty farm, i solarium e le boutique, per un incontro che mischia i sapori e gli odori del mare alla moda e al wellness. |